La Visione dei Glorificati ed il Gregge Unico

Fonte: Riflessione di Buona Volontà tratta dal libro «Jesus, o Profeta Divino» [Gesù, il Profeta Divino], del 2011 | Aggiornata nel maggio del 2018

Nella mia opera letteraria Gesù, il Profeta Divino proseguendo lo studio sulla Rivelazione Profetica di Gesù per i Semplici di Cuore mi resi conto della necessità di tessere un breve commento sulla «Visione dei Glorificati» che fotografa il Gregge Unico promesso dal Cristo Ecumenico, dal Divino Statista.

Tela: Kirk Richards

Título da obra: Todo joelho se dobrará.

La visione dei glorificati

[9] Dopo ciò, apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello di Dio, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani.

[10] E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e al Divino Agnello».

[11] Allora tutti gli Angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi, si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:

[12] «Amen! La benedizione e la luce, la lode, la gloria, la sapienza, l’azione di grazie, l’onore, la potenza e la forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen.»

(Apocalisse, 7:9 a 12)

Arquivo BV

Alziro Zarur

Rammento un brano del messaggio di Alziro Zarur (1914-1979), l’indimenticabile proclamatore della Religione di Dio, del Cristo e dello Spirito Santo, del 1º ottobre 1972 , durante la Proclamazione dell’Apocalisse di Gesù da lui fatta nella città di Ribeirão Preto, Brasile, sull’argomento:

[...] Non condanniamo coloro che rifiutano la tesi delle Religioni Affratellate come guida per il Gregge Unico; però ciò che consideriamo dispettoso nello scetticismo di alcuni predicatori settari, è l’ostinarsi sul non discernere dove finisce il potere degli uomini e dove comincia il Potere di Dio. Dovrebbero essere più prudenti e più fraterni, più umili e più lucidi: se Gesù affermò che ci sarà un solo Gregge per un solo Pastore, che è Egli stesso, sapeva perfettamente ciò che stava dicendo. Che i capi spirituali sappiano in che modo, o meno, il Gregge Unico è una realtà. A nessun cristiano degno di questo nome è lecito mettere in dubbio la parola del Fondatore e Supremo Governante della Terra. A tutti gli schernitori ci rimane soltanto da dire: Fratelli e Sorelle, il Gregge Unico non fu formato nel Vangelo che avete letto, bensì nell’Apocalisse che non avete compreso perché, in verità, è già stato formato nel Regno di Dio.

Con queste parole Zarur, grande predicatore, concettualizzò la Visione dei Glorificati. Non ebbe però il tempo di vita sulla Terra per approfondire questo tema, stimolo per coloro che lavorano per riunire su quest’orbe il Gregge Unico di Gesù, il Cristo Ecumenico, il Divino Statista. Ecco il nostro compito. Sfortunatamente alcuni, quando discorrono sui 144 mila segnati (Apocalisse secondo Giovanni, 7:1 a 8), credono che questo brano si riferisca soltanto al popolo d’Israele. Ma e gli altri?

Pintura: Michelangelo (1475-1564)

Profeta Isaia

Il Profeta Isaia nel suo libro dell’Antico Testamento, 60:8, antecipa tale discussione quando espone lo «Splendore di Gerusalemme»: «Chi sono quelle che volano come nubi e come colombe verso le loro colombaie?»

Appunto per questo, qui non fa al caso poiché incongruente, una visione esclusivista al riguardo di ciò che ci riporta il Profeta di Patmos, il medium dell’Apocalisse. Alcuni si scordano di leggere ed analizzare subito dopo la Visione dei Glorificati, che è vastissima. Non disse Zarur che il Gregge Unico è già stato formato «nell’Apocalisse che non avete compreso»? Ed è là, in Cielo, che Giovanni Evangelista osserva e riporta, dopo aver descritto il sigillo dei 144 mila d’Israele, che si trova dinanzi ad una «moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello di Dio, avvolti in vesti candide, e portavano palme nelle mani» (Rivelazione di Gesù, 7:9).

Nulla di più, nulla di meno, moltitudine appunto che si trova nella Visione dei Glorificati che succede, innanzi tutto, in Cielo.

José de Paiva Netto è scrittore, giornalista, conduttore radiofonico, compositore e poeta. È presidente della Legione della Buona Volontà (LBV) e membro effettivo dell’Associazione Brasiliana di Stampa (ABI), della Associazione Brasiliana di Stampa Internazionale (ABI-Inter), della Federazione Nazionale dei Giornalisti (Fenaj), della International Federation of Journalists (IFJ), del Sindacato dei Giornalisti Professionali dello Stato di Rio de Janeiro, del Sindacato degli Scrittori di Rio de Janeiro, del Sindacato dei Radiocomunicatori di Rio de Janeiro e dell’Unione Brasiliana dei Compositori (UBC). Inoltre fa parte dell’Accademia di Lettere del Brasile Centrale. É un autore riconosciuto internazionalmente per la concettualizzazione e la difesa della causa della Cittadinanza e della Spiritualità Ecumeniche che, secondo lui, costituiscono «la culla dei valori più generosi che nascono dall’Anima, la dimora delle emozioni e del raziocinio illuminato dall’intuizione, l’atmosfera che avvolge tutto ciò che trascende il campo volgare della materia e proviene dalla sensibilità umana elevata, ad esempio della Verità, della Giustizia, della Misericordia, dell’Etica, dell’Onestà, della Generosità, dell’Amore Fraterno».