La vita dopo la morte e l’affrontamento del lutto

Fonte: Riflessione di Buona Volontà estratta dal libro “Os mortos não morrem” [I morti non muoiono], pubblicato nell’ottobre 2018. Aggiornato nel dicembre 2019.

La morte è un fenomeno naturale della vita ed esige adattamenti sia per coloro che ritornano al Piano Spirituale che per coloro che rimangono sulla Terra. La nostalgia si manifesta in questa parte dell’esistenza nonché nell’aldilà, perché il sentimento dell’Amore Fraterno mantiene le Anime interconnesse. Il lutto è un processo che dev'essere rispettato. È umano. Dobbiamo offrire comprensione e appoggio affinché nessuno si senta solo in tale momento. Tuttavia, sempre cordialmente, consigliamo che non si cultivino vibrazioni di tristezza perché raggiungono anche lo Spirito in stato di riabilitazione, che si trova molto più sensibile a ciò che gli viene trasmesso. Per questo è necessario che si ricordino con molto affetto coloro che ci hanno preceduto nella Grande Patria della Verità richiamando alla memoria i ricordi felici, e facendo in modo che ricevano da noi soltanto ciò che di meglio abbiamo nel cuore. Certamente questo ci sostenterà e ci renderà forti per superare ogni avversità lungo il cammino. Avere la certezza che le persone che tanto amiamo proseguono le loro giornate Aldilà1 ci capacita per attraversare tali momenti.

Affinché vengano leniti i dolori del cuore, queste rincuoranti parole di Gesù ci fanno vincere con il suo Benedetto Sostegno: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e Io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre Anime. Perché il mio giogo è dolce e il mio carico leggero.» (Vangelo secondo Matteo, 11:28 a 30)

Tela: Henry Ossawa Tanner (1859-1937)

   

Esperti della sanità stanno perfezionando le loro cognizioni per soccorrere efficientemente coloro che si trovano di fronte ad una situazione di sfida. Il termine utilizzato è coping, la cui traduzione letterale è lottare con successo, affrontare. Uno degli aspetti che viene investigato si riferisce al ruolo svolto dalla credenza nella vita dopo la morte, e in che forma essa si esprime dinanzi ad un decesso.

Reprodução BV

Kenneth Pargament

La Super Rete Buona Volontà di Comunicazione (radio, TV, internet e stampa) ha intervistato con esclusività uno dei più rinnomati studiosi dell’interazione tra Spiritualità e Psicologia che ha portato delle analisi considerevoli a rispetto dell’influenza della Religione sulla salute mentale. Si tratta del dott. Kenneth Pargament, professore emerito di Psicologia alla Bowling Green State University (Ohio,USA), autore del libro The Psychology of Religion and Coping: Theory, Research, Practice [La Psicologia della Religione e Coping: Teoria, Ricerca e Pratica]. In tale occasione lui ha spiegato: «Le persone che credono nella vita dopo la morte frequentemente si appoggiano e si sostengono su questa credenza. Uno dei suoi elementi più importanti è la sensazione, oppure sapere che coloro che sono morti prima di noi sono ancora presenti e che possiamo metterci in contatto con loro, possiamo sentire i loro pensieri affettuosi e a volte i loro consigli. Alcune persone a volte hanno la sensazione che i loro cari stiano parlando con loro. Questo non è un segno di psicopatologia né di pazzia. È qualcosa di molto naturale e normale. Infatti molte ricerche segnalano che parecchie persone hanno esperienze di connessione con coloro che sono già morti. [...] Io avevo una paziente che si stava sentendo molto isolata e sola in ospedale. Non aveva famiglia e neppure amici, ed i suoi genitori erano già morti da alcuni anni. Si sentiva molto desolata, molto annoiata. E in un’altra occasione in cui la vidi in ospedale, sembrava stare molto meglio. Le dissi: “Stai meglio. Cosa sta succedendo?” E mi disse che una notte stava dormendo e quando si svegliò vide i suoi genitori. Erano al suo fianco e le tenevano la mano dicendo che la amavano e che erano sempre con lei. E questa paziente non presentava alcun sintomo di psicosi e neppure problemi psicologici rilevanti. Fu un’esperienza spirituale molto forte e significativa per lei.» (I grassetti sono miei.)

Brian Garcia - Unsplash

Avendo prodotto centinaia di articoli scientifici relativi a Spiritualità, Religione e Psicologia, e tenendo presente la sua esperienza clinica, il dott. Pargament conclude che sia imprescindibile considerare la dimensione spirituale degli esseri umani. «Non siamo soltanto esseri fisici, sociali e psicologici. Siamo esseri spirituali. E scopriamo questo quando diamo più attenzione a questa dimensione e quando la integriamo al modo di come vediamo le persone. La Spiritualità non è separata dal resto della vita, bensì è intrecciata alle sue dimensioni: è intrecciata alla Biologia, alla Psicologia, alle relazioni... E quando guardiamo le persone come esseri completi, umani, biopsicosociali e spirituali, aumentiamo la nostra capacità di aiutarle a far fronte alla gamma di sfide e di problemi della vita.» (I grassetti sono miei)

Care Amiche e cari Fratelli, Sorelle mie e Amici miei, il Mondo Spirituale, mi fa piacere ribadirlo, non è qualcosa di astratto, di indefinito. Esiste veramente, pieno di energie spirituali e di lavoro. Non lo vediamo ancora per una questione di frequenza — un ostacolo che sarà svelato dalla competente attività scientifica e superato dall’evoluzione dei sensi fisici che si apriranno ai nuovi cieli e ai nuovi mondi.

Quando Gesù afferma «mio Padre opera senza interruzione, e anch’Io opero. [...] Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve lo avrei detto. Io vado a prepararvi un posto» (La Buona Novella secondo Giovanni, 5:17 e 14:2) appare di forma chiara, nella parola del Divino Pedagogo, l’esistenza attiva, operante, del Mondo Spirituale su quello materiale attraverso, per esempio, degli Angeli Custodi. Per cui si rende necessario che tutti prendiamo coscienza di detto interscambio e che sappiamo agire dinanzi a questa realtà ancora invisibile, rendendola alleata nel superamento delle difficoltà sia di ordine personale — in campo spirituale, emozionale o psicologico — sia di ordine collettivo — nella soluzione di problemi mondiali.

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Nota di Paiva Netto
1 «... proseguono il loro cammino Aldilá»: Nel capitolo “Vozes eletrônicas do Além” [Voci elettroniche dell’Aldilà] del mio libro Os mortos não morrem [I morti non muoiono], trascrivo un’impressionante esperienza di transcomunicazione strumentale (TCI) narrata dal rinnomato scrittore brasiliano Coelho Neto, che ci parla del cambiamento avvenuto nella vita di sua figlia Júlia, di sua moglie e di lui stesso nell’imbattersi nella certezza della sopravvivenza dell’Anima di sua nipote Esther. Lui stesso dice alla fine: «ciò che era speranza diventò certezza, assoluta certezza...».

José de Paiva Netto è scrittore, giornalista, conduttore radiofonico, compositore e poeta. È presidente della Legione della Buona Volontà (LBV) e membro effettivo dell’Associazione Brasiliana di Stampa (ABI), della Associazione Brasiliana di Stampa Internazionale (ABI-Inter), della Federazione Nazionale dei Giornalisti (Fenaj), della International Federation of Journalists (IFJ), del Sindacato dei Giornalisti Professionali dello Stato di Rio de Janeiro, del Sindacato degli Scrittori di Rio de Janeiro, del Sindacato dei Radiocomunicatori di Rio de Janeiro e dell’Unione Brasiliana dei Compositori (UBC). Inoltre fa parte dell’Accademia di Lettere del Brasile Centrale. É un autore riconosciuto internazionalmente per la concettualizzazione e la difesa della causa della Cittadinanza e della Spiritualità Ecumeniche che, secondo lui, costituiscono «la culla dei valori più generosi che nascono dall’Anima, la dimora delle emozioni e del raziocinio illuminato dall’intuizione, l’atmosfera che avvolge tutto ciò che trascende il campo volgare della materia e proviene dalla sensibilità umana elevata, ad esempio della Verità, della Giustizia, della Misericordia, dell’Etica, dell’Onestà, della Generosità, dell’Amore Fraterno».